Il calore delle gatte: perché settembre è un mese decisivo
vita da gatto - IL BLOG DELL’ASSOCIAZIONE ROMEO
Chi vive con una gatta non sterilizzata lo riconosce subito: miagolii insistenti, atteggiamenti insoliti, la voglia improvvisa di scappare fuori a ogni porta socchiusa. È il calore, un fenomeno naturale che però, se lasciato "libero" di fare il suo corso, ha conseguenze molto concrete — per le gatte di casa, e ancora di più per quelle delle colonie feline.
Cos'è il calore, davvero
Il calore (o estro) è il periodo in cui la gatta è fertile e disponibile all'accoppiamento. A differenza di altri animali, la gatta è un'ovulatrice indotta: significa che l'ovulazione avviene proprio in seguito all'accoppiamento, ed è per questo che una gatta non sterilizzata può restare gravida quasi a ogni ciclo, anche più volte nello stesso anno.
I segnali sono difficili da non notare: vocalizzazioni frequenti e prolungate, irrequietezza, posizioni caratteristiche, tentativi di uscire di casa. Sono comportamenti normali, non un capriccio: la gatta sta semplicemente rispondendo a un istinto fortissimo.
Morgana
Perché ne parliamo proprio adesso
I cicli di calore seguono in parte le ore di luce, e per questo si concentrano soprattutto tra la primavera e la fine dell'estate. Ma con temperature miti e giornate ancora lunghe, anche settembre può portare nuovi calori — e quindi nuove cucciolate impreviste, proprio mentre noi stiamo già gestendo il pieno delle nascite dei mesi scorsi.
È un circolo che si ripete ogni anno, ed è esattamente ciò che tiene le colonie feline in costante crescita: ogni gattina non sterilizzata può generare, nel giro di pochi anni, decine di discendenti.
La sterilizzazione non è solo prevenzione delle nascite
Sterilizzare una gatta significa prevenire gravidanze indesiderate, certo. Ma i benefici vanno molto oltre:
riduce drasticamente il rischio di tumori mammari, tra i più diffusi e aggressivi nella gatta;
elimina il rischio di piometra, un'infezione uterina che può diventare un'emergenza veterinaria;
riduce lo stress legato ai calori ripetuti, sia per la gatta che per chi le vive accanto;
nelle colonie, limita i comportamenti legati alla ricerca del partner (marcature, spostamenti, aggressività tra maschi) e la diffusione di malattie infettive legate all'accoppiamento.
Per i gatti di colonia, la sterilizzazione tramite programmi di cattura-sterilizzazione-rilascio resta l'unico strumento davvero efficace per contenere il randagismo, molto più di qualsiasi intervento "a valle" sulle cucciolate già nate.
E i maschi? Anche la castrazione fa la sua parte
Si parla spesso di calore e sterilizzazione delle femmine, ma anche il gatto maschio non sterilizzato ha un ruolo enorme in questo equilibrio: raggiunta la maturità sessuale, che arriva già intorno ai 5-7 mesi, un unico maschio fertile può accoppiarsi con più femmine nell'arco della stessa stagione, moltiplicando in poco tempo il numero di cucciolate su un intero territorio.
Anche per lui, la castrazione porta benefici che vanno oltre il controllo delle nascite:
riduce drasticamente l'istinto a vagare lontano da casa in cerca di una femmina, con tutti i rischi che questo comporta (incidenti stradali, risse, dispersione);
diminuisce marcature con urina e comportamenti aggressivi verso altri gatti maschi;
abbassa il rischio di ferite da zuffa e, di conseguenza, di trasmissione di malattie come FIV e FeLV, che si diffondono soprattutto attraverso morsi;
previene alcune patologie legate proprio ai testicoli e alla prostata.
In una colonia felina, un solo maschio fertile può vanificare mesi di lavoro sulle femmine già sterilizzate, continuando ad accoppiarsi con le nuove arrivate o con le gatte non ancora raggiunte dai nostri interventi. Per questo, nei programmi di sterilizzazione delle colonie, i maschi non sono mai un dettaglio secondario: sono parte integrante della soluzione.
Matisse
Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi
Se non si interviene ora, tra qualche settimana/mese ci troveremo di nuovo a gestire nuove cucciolate — proprio mentre i nostri spazi sono già saturi. È una previsione che purtroppo si ripete ogni anno, e che possiamo provare a spezzare solo con un lavoro costante di sterilizzazione, sia sui gatti di casa sia su quelli delle colonie che seguiamo.
Cosa possiamo fare, insieme
Se vivi con una gatta non ancora sterilizzata o un gatto non castrato, parlane con il tuo veterinario: è un intervento sicuro, di routine, e fa una differenza enorme sulla sua salute futura.
Se conosci una colonia felina nella tua zona, segnalacela: valutiamo insieme la situazione e, dove possibile, organizziamo interventi di sterilizzazione mirati.
E se vuoi sostenere concretamente le sterilizzazioni che portiamo avanti ogni mese, ogni donazione — anche piccola — si traduce direttamente in un intervento in più, e in una cucciolata in meno lasciata al caso.
È un tema che parla di prevenzione, ma anche di consapevolezza: più siamo informati, meno gatti si troveranno, l'anno prossimo, ad aspettare un posto che non c'è.
Candy